Il sindaco di Calp e leader di Siamo Calpe, Ana SalaSala ha intentato una causa legale in seguito alla pubblicazione di alcuni post su un account Facebook denominato "Fiscaliza Calpe" (Controllo Calpe). Sostiene che i messaggi contengano gravi accuse contro di lei e altri membri del team di governo, che, secondo la denuncia, "potrebbero configurarsi come reati di diffamazione e/o calunnia, ledendo il suo diritto all'onore e alla reputazione, nonché quello dei suoi familiari".
Somos Calpe sostiene l'azione legale
L'azione legale è stata intentata da Ana Sala, in quanto persona maggiormente colpita dalla natura ripetuta ed esplicita delle accuse. Somos Calpe, dal canto suo, appoggia la decisione della sua leader di intraprendere un'azione legale in merito a fatti che ritiene abbiano oltrepassato il limite della critica accettabile. politica e potrebbero aver violato il loro diritto all'onore.
La denuncia include le pubblicazioni raccolte e documentate affinché i fatti possano essere indagati e valutati in tribunale. Il tribunale competente stabilirà se sussiste una responsabilità penale e, in caso affermativo, chi ne è responsabile.
Ana Sala ha spiegato di aver scelto a lungo di non rispondere alle provocazioni e di rimanere concentrata sulla gestione comunale, ma ritiene che sia giunto il momento di tracciare una linea. "Noi che operiamo in politica sappiamo di essere soggetti a critiche e al controllo pubblico, e lo accettiamo come parte della nostra responsabilità", ha affermato Sala. Tuttavia, ha aggiunto, "ciò che non possiamo accettare è che, sotto la copertura di un profilo sui social media, vengano ripetutamente diffuse accuse che consideriamo false e gravemente lesive del nostro onore e della nostra reputazione".
Il sindaco ha dichiarato che "non tutto è accettabile in politica, e non tutto è accettabile sui social media. Quando ci rendiamo conto che si è oltrepassato il limite tra la critica e una condotta che può avere implicazioni penali, è opportuno rivolgersi ai tribunali".
Misure richieste alla Giustizia
Oltre a stabilire un'eventuale responsabilità penale, la denuncia richiede diverse fasi investigative e misure volte a chiarire la paternità dei fatti e a prevenire il ripetersi degli eventi segnalati. Nello specifico, richiede l'identificazione del titolare o del responsabile dell'account Facebook, la conservazione dei contenuti pubblicati e la sospensione temporanea del profilo.
Libertà di espressione e diritto all'onore
Somos Calpe sottolinea che questa azione non intende limitare la libertà di espressione né ostacolare il controllo sull'operato del governo. e formazione Egli sostiene che il disaccordo e la critica politica, anche quando aspra, siano parte integrante del dibattito democratico. Tuttavia, sottolinea che questo diritto deve coesistere con la tutela dell'onore e della reputazione individuali.
Ana Sala ha concluso affermando: "Continueremo ad accettare tutte le critiche politiche, per quanto dure. Ciò che non accetteremo è l'uso dei social media per diffondere accuse che consideriamo false e per attribuire la commissione di reati in modo completamente falso e ingiustificato". Ha aggiunto: "Non cerchiamo di mettere a tacere nessuno; cerchiamo di garantire che coloro che accusano altri di atti così gravi siano chiamati a rispondere delle proprie parole. E lo faremo dove deve essere fatto: davanti ai tribunali".
Somos Calpe ha concluso la sua dichiarazione ribadendo il proprio impegno per un dibattito politico libero, pluralista e rispettoso ed esprimendo il proprio rispetto per il processo giudiziario, che determinerà eventuali responsabilità derivanti dai fatti riportati.
Da parte sua, Ana Sala ha dichiarato che chiunque ritenga che abbia commesso un reato nell'esercizio delle sue funzioni di sindaco dovrebbe rivolgersi al tribunale e presentare la relativa denuncia, anziché limitarsi a formulare accuse sui social media. Ha inoltre incoraggiato chiunque si senta leso dai post presumibilmente diffamatori diffusi dal profilo "Fiscaliza Calpe" ad intraprendere qualsiasi azione legale ritenga opportuna e, se lo desidera, ad aderire alla causa.






