"Quando la giustizia tarda ad arrivare, a vincere è la sofferenza."
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"Quando la giustizia tarda ad arrivare, a vincere è la sofferenza."

OPINIONE | Paula Dólera Gil, Segretaria dell'Associazione per i diritti degli animali Els Poets e Vicepresidente e Segretaria dell'Associazione per la protezione degli animali di Dénia (APAD)

La tutela degli esseri senzienti richiede più di un quadro normativo: richiede che le amministrazioni esercitino, con la dovuta diligenza, i poteri che l'ordinamento giuridico attribuisce loro, prima che il danno diventi irreversibile.

La sofferenza degli animali raramente deriva da un atto di violenza visibile. Non esplode all'improvviso né lascia tracce immediate. Si insinua gradualmente, quasi silenziosamente, come una normalità che si deteriora e che nessuno vuole osservare troppo da vicino. Uno spazio troppo ristretto cessa di essere temporaneo e diventa una condanna. Una catena che doveva essere temporanea si trasforma in un destino. La mancanza di cibo, cure o assistenza veterinaria progredisce lentamente, finché il danno non cessa di essere una possibilità e diventa una certezza.

Cani confinati per mesi in recinti dove il movimento è a malapena possibile. Animali permanentemente legati, senza alcun orizzonte al di là dei confini immediati della loro costrizione. Vite ridotte all'immobilità, all'attesa, a una routine senza variazioni né sollievo. Situazioni di abbandono note, documentate e denunciate, ma che troppo spesso continuano come se nulla fosse accaduto. Non si tratta di episodi eccezionali. Sono scene ripetute e riconoscibili che le organizzazioni per la protezione degli animali incontrano di continuo, al punto da diventare una forma di esaurimento emotivo difficile da definire.

In regioni come la Marina Alta, questa realtà non è un'anomalia, bensì un problema persistente. I casi si ripetono, le denunce vengono presentate e le indagini procedono con una lentezza che contrasta dolorosamente con l'urgenza del danno. Alcune situazioni si spiegano non con la loro esistenza, ma con la loro durata.

Il problema non è solo che queste scene si verifichino, ma ciò che accade una volta che vengono segnalate alle autorità. La sofferenza non si ferma in attesa di una segnalazione, né si adatta alle scadenze amministrative o alla logica della procedura. Continua. E mentre il caso si trascina, la vita dell'animale si consuma senza un'effettiva protezione. A volte, quando finalmente arriva una risposta, non si tratta più di un intervento: è semplicemente una conferma.

Le associazioni Le organizzazioni per la protezione degli animali e il pubblico conoscono bene questo processo. Tutto inizia con l'individuazione di una situazione di rischio. Continua con la raccolta di prove: immagini, testimonianze, rapporti. veterinario quando possibile, e culmina con la presentazione del reclamo al consiglio comunale, l'amministrazione competente in prima istanza.

Un esempio recente illustra in modo lampante questa dinamica: i residenti di una cittadina della nostra regione hanno segnalato la situazione di cinque cani rinchiusi in gabbie da mesi. Il caso è stato denunciato alla polizia locale, alla SEPRONA (Servizio di Protezione della Natura della Guardia Civil) e al municipio stesso. Organizzazioni e cittadini hanno documentato la situazione, hanno insistito e mantenuto un monitoraggio costante. Tuttavia, dopo mesi di ripetute denunce e avvertimenti, non è ancora stato intrapreso alcun intervento efficace, né sono state adottate misure precauzionali per migliorare la situazione degli animali.

Da quel momento in poi, dovrebbe attivarsi il meccanismo di tutela previsto dalla legge. Ma tra la segnalazione e l'intervento effettivo si crea un divario che non è dovuto a una mancanza di regolamentazione, bensì alla discrepanza tra l'obbligo di agire e il suo effettivo adempimento. In questo divario, il danno non si arresta: si aggrava, si accumula e, talvolta, diventa irreversibile.

Non ogni ritardo amministrativo costituisce una violazione del dovere. Gli enti locali operano con risorse limitate, carichi di lavoro ridotti e strutture inadeguate. Tuttavia, esiste una soglia oltre la quale le giustificazioni organizzative non sono più sufficienti. In presenza di prove inequivocabili, di un reclamo formale e di una giurisdizione diretta, l'inerzia cessa di essere una questione di gestione e diventa una violazione del dovere di agire.

Il problema non è solo materiale o strutturale. Si registrano persistenti carenze di personale specializzato, mancanza di protocolli standardizzati e procedure operative incoerenti. Ma esiste anche una dimensione meno visibile e più preoccupante: il ruolo effettivo che la tutela degli animali occupa nella gerarchia delle priorità pubbliche.

Il quadro giuridico, tuttavia, non lascia spazio ad ambiguità. Il riconoscimento degli animali come esseri senzienti ha trasformato il loro status storico da oggetti a categoria che esige un'effettiva protezione contro maltrattamenti e abbandono. Non si tratta di una dichiarazione simbolica: è un obbligo di legge.

Le segnalazioni di abusi o negligenza non sono semplici procedure amministrative. Sono segnali d'allarme che fanno scattare l'obbligo di intervenire. E tale obbligo non si misura dalla rapidità del processo, ma dalla sua effettiva capacità di prevenire il danno.

Noi che lavoriamo per la protezione degli animali non chiediamo privilegi o eccezioni. Chiediamo qualcosa di più elementare: che le denunce vengano indagate, che vengano effettuate ispezioni quando vi siano prove sufficienti, che vengano adottate misure precauzionali quando il rischio lo richiede e che l'urgenza sia determinata dalla situazione dell'animale, non dai tempi della procedura legale.

Perché dietro ogni fascicolo non c'è solo una procedura. C'è una vita senziente la cui esistenza dipende da quando si interviene. Quando l'intervento è tardivo, o non avviene affatto, non si può più parlare di protezione.

E quando la legge interviene dopo che il danno è stato fatto, non protegge più: si limita a registrare il danno irreparabile.

Quella fredda cicatrice è tutto ciò che è arrivato troppo tardi: l'intervento che non è mai avvenuto, la vita che è stata trascurata, la sofferenza che ha fatto il suo corso senza controllo. Non è solo un fallimento del sistema. È la prova di una responsabilità che avrebbe dovuto essere esercitata ma non lo è stata.

E in quel vuoto rimane un essere senziente che non ha mai capito perché il mondo non rispondesse, che ha lasciato passare i giorni senza aiuto, senza spiegazioni, senza che nessuno arrivasse in tempo a soccorrerlo.

È successo davanti a tutti, proprio nel momento in cui era ancora possibile impedirlo… e non è stato impedito.

BASE GIURIDICA DELL'OBBLIGO DI AZIONE DEI COMUNI - COSTITUZIONE SPAGNOLA

  • Art. 9.3: divieto di arbitrarietà da parte delle autorità pubbliche.
  • Articolo 103.1: Piena sottomissione dell'Amministrazione alla legge. Articolo 106.2: Responsabilità per danni derivanti dal funzionamento dell' servizi pubblici.

LEGGE 39/2015, DEL 1° OTTOBRE, SULLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA COMUNE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI.

  • Art. 20: responsabilità nello svolgimento delle procedure.
  • Art. 21: obbligo di deliberare espressamente e di notificare.
  • Art. 53: diritti delle parti interessate nel procedimento.
  • Art. 71: impulso ufficiale.

LEGGE 40/2015, DEL 1° OTTOBRE, LEGGE SUL REGIME GIURIDICO DEL SETTORE PUBBLICO (LRJSP)

  • Articoli 32 e seguenti: responsabilità patrimoniale per il normale o anomalo funzionamento del servizio pubblico.

Legge 17/2021, del 15 dicembre, che modifica il Codice civile, la Legge ipotecaria e la Legge di procedura civile, sul regime giuridico degli animali. Riconoscimento degli animali come esseri senzienti mediante modifica del Codice civile.

LEGGE 7/2023, DEL 28 MARZO, SULLA TUTELA DEI DIRITTI E DEL BENESSERE DEGLI ANIMALI.

  • Obblighi di prevenzione, intervento e controllo da parte delle amministrazioni pubbliche.

LEGGE 7/1985, CHE REGOLAMENTA LE BASI DEL REGIME LOCALE

  • Art. 25: poteri comunali in materia di ambiente, salute pubblica e tutela degli interessi locali.

LEGGE 2/2023, DEL 13 MARZO, DELLA GENERALITÀ, SULLA PROTEZIONE, IL BENESSERE E L'AFFIDAMENTO DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA E ALTRE MISURE DI BENESSERE ANIMALE

  • Poteri comunali in materia di ispezione, sorveglianza e controllo.
  • Potere di avviare procedimenti disciplinari.
  • Adozione di misure precauzionali e provvisorie.
  • Rimozione o sequestro di animali in situazioni di rischio.
  • Regime sanzionatorio applicabile alle violazioni in materia di benessere animale.
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Classificato in: Società, I poeti di Pedreguer
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  1. Zoe Jones ha detto:

    Fin dal primo giorno in cui abbiamo visto le terribili condizioni in cui vivevano questi animali, siamo rimasti profondamente indignati dalla mancanza di reazione da parte delle autorità.

    Tu e tutta la tua squadra siete stati incredibili, facendo tutto il possibile per salvare queste povere creature.

    Questo caso ha dimostrato al pubblico che la polizia interviene rapidamente per multare un cane che urina sul marciapiede a Dénia, ma quando gli animali vivono in condizioni atroci che mettono a rischio la loro vita, i responsabili restano impuniti.

    Purtroppo, lo stesso vale per le terribili condizioni in cui versano molti cani da caccia, che vengono ancora trattati come oggetti e non come esseri senzienti.

    È una vera vergogna per una società che si considera civilizzata.