Il Gruppo Municipale Defendamos Calpe ha presentato obiezioni contro la modifica dell'Ordinanza Fiscale che disciplina il Tariffa per la fornitura del servizio di raccolta, trasporto e trattamento di sprecare, inizialmente approvato dalla sessione plenaria del Consiglio comunale di Calp il 15 maggio 2026 e pubblicato, secondo il documento, nella Gazzetta Ufficiale della Provincia il 29 maggio 2026.
Il documento, firmato da Paco Quiles, portavoce del Gruppo Municipale Defendamos Calpe, interviene nel processo di informazione pubblica per richiedere l'accettazione delle accuse, il trattamento retroattivo del fascicolo e, sussidiariamente, la soppressione o la revisione di due elementi centrali: l'aumento del 5% applicabile alle imprese y la tariffa aggiuntiva di 40 euro per posto turistico.
Il gruppo mette in discussione il rapporto economico e finanziario
La prima argomentazione sostiene che l'approvazione di un compenso richiede una relazione o un memorandum economico-finanziario sufficiente a giustificare l'importo dei compensi e a consentire la verifica del necessario rapporto tra il costo del servizio e il ricavo previsto.
L'avvocato Calpe dichiara che, nel fascicolo presentato per l'informazione pubblica, I criteri utilizzati per stabilire le tariffe per le attività economiche non sono sufficientemente giustificatiNello specifico, il documento afferma che gli esercizi commerciali e le imprese dovranno affrontare un aumento del 5% rispetto all'aliquota precedente, "senza che la relazione economica spieghi le ragioni tecniche, economiche o legali che giustificano tale percentuale".
Secondo le accuse, il file non include «un'analisi dei costi specifica"Non è stata fornita alcuna stima della produzione di rifiuti per categoria di attività, né uno studio che spieghi perché l'aumento debba essere del 5% e non di un'altra percentuale." Il gruppo ha inoltre affermato che "non sono stati individuati aumenti specifici dei costi dei servizi attribuibili a queste tipologie di contribuenti".
Il documento cita la sezione 4.2 della relazione economico-finanziaria, la quale afferma che "in relazione all'aggiornamento delle aliquote corrispondenti alle attività economiche, si propone un aumento del 5,00%". Defendamos Calpe sostiene che tale affermazione non è accompagnata da alcuna spiegazione, giustificazione o calcolo che colleghi questo aumento a una maggiore produzione di rifiuti.
Un confronto tra alloggi turistici e aparthotel
Uno dei punti centrali delle accuse è il confronto tra la somma che una struttura ricettiva turistica pagherebbe e la somma corrispondente a un appartamento integrato in un aparthotel.
Il testo presenta l'esempio di un appartamento per quattro turisti registrato come struttura ricettiva turistica in una zona costieraSecondo il calcolo incluso nel ricorso, tale immobile pagherebbe €177,17 per il suo status di abitazione residenziale e ulteriori €160 per il suo status di struttura ricettiva turistica, a una tariffa di €40 per ciascuno dei quattro letti. Il totale ammonterebbe a euro 337,17.
In risposta, Defendamos Calpe paragona questo caso a un appartamento di un aparthotel con caratteristiche simili in termini di produzione di rifiuti. Poiché è considerato un'attività commerciale, sostiene il gruppo, dovrebbe pagare [le tasse corrispondenti]. euro 92,72, risultante dall'applicazione di un ulteriore 5% alla tariffa precedente di 88,31 euro per appartamento.
La e formazione Sostiene che questa differenza, che descrive come vicina al 400%, non si basa su alcun calcolo, stima, giustificazione o spiegazione. Sottolinea inoltre che, per gli immobili residenziali adibiti ad alloggi turistici, si tiene conto del valore catastale, del numero di residenti registrati nella zona e del numero di ospiti registrati, mentre per gli aparthotel "si utilizza la tariffa calcolata più di 20 anni fa, a cui si aggiunge un ulteriore 5%, senza considerare il valore catastale, le dimensioni dell'appartamento o il numero di ospiti".
La tariffa di 40 euro per luogo turistico è attualmente in fase di discussione.
La seconda accusa si concentra sulla Supplemento di 40 euro per ogni posto turisticoDefendamos Calpe sostiene che il bilancio "non contiene alcun calcolo che ci permetta di capire come sia stato ottenuto tale importo". Il gruppo afferma che non include stime della produzione di rifiuti associata a ciascuna unità ricettiva turistica, né studi sui costi differenziali che consentirebbero di concludere che ogni unità genera un costo aggiuntivo equivalente a 40 euro all'anno.
Secondo il documento, "l'assenza di una metodologia identificabile impedisce di verificare se tale importo risponda a criteri oggettivi e proporzionati o se, al contrario, costituisca una cifra fissata arbitrariamente".
Il gruppo ritiene che la relazione debba includere, "almeno, una stima motivata dei rifiuti prodotti dalle strutture ricettive turistiche, l'impatto economico della loro raccolta e del loro trattamento, e come tali costi contribuiscano all'importo infine approvato".
Critiche ai criteri utilizzati per le strutture ricettive turistiche
Defendamos Calpe riproduce diversi passaggi del rapporto economico-finanziario per mettere in discussione la giustificazione della differenziazione tariffaria tra alloggi residenziali e alloggi turistici.
Nella sezione 2.1, secondo il documento, il rapporto afferma che "la differenza tra i due usi, residenziale e turistico, non è urbanistica, ma funzionale ed economica". Indica inoltre che la struttura ricettiva turistica combina caratteristiche residenziali con lo sfruttamento economico di alloggi temporanei, caratterizzati da un elevato turnover di occupazione, un utilizzo intensivo e stagionale e una maggiore pressione sul servizi pubblici.
Il ricorso sostiene che, per gli immobili residenziali, l'ordinanza combina un criterio di capacità economica legato al valore catastale medio per metro quadro in una determinata area con un criterio basato sul numero medio di residenti registrati, anch'esso soggetto a zonizzazione. Tuttavia, per le strutture ricettive turistiche, l'ordinanza applica un criterio individualizzato basato sul numero di posti letto registrati in ciascuna specifica struttura.
Defendamos Calpe ritiene che a queste proprietà venga attribuita una presunta capacità economica senza che ciò sia giustificato da dati su fatturazione, vendite, affitti o altri indicatori simili. Inoltre, il gruppo denuncia un "doppia imputazione" sulla stessa proprietàL'immobile paga come immobile residenziale secondo il calcolo per zona e, in aggiunta, beneficia di 40 euro per ogni posto turistico registrato.
Il gruppo nega che sia stato dimostrato un aumento della produzione di rifiuti.
Il documento contesta anche la sezione 2.2 della relazione economico-finanziaria, nella quale, secondo le accuse, si afferma che la differenziazione tariffaria per le strutture ricettive turistiche è conforme alla legge in quanto risponde a "differenze oggettive nell'intensità di utilizzo del servizio".
Defendamos Calpe respinge tale argomentazione perché, a loro avviso, Non viene mostrato il ricambio effettivo degli occupanti, né vengono forniti dati sulla quantità di rifiuti prodotti.né nelle strutture ricettive turistiche né negli edifici residenziali. Il gruppo sostiene che collegare l'esistenza di attività economica con l'aumento della produzione di rifiuti richiede una giustificazione che, a loro avviso, non è presente nel dossier.
Il gruppo aggiunge che se fosse oggettivamente dimostrato con dati che le strutture ricettive turistiche generano molti più rifiuti, la tariffa non dovrebbe necessariamente essere di soli 40 euro a letto, ma potrebbe essere di 60, 80 o 100 euro. Pertanto, concludono che il problema non è semplicemente che le strutture ricettive turistiche pagano di più, ma che Non esiste alcun calcolo che ci permetta di sapere quanto dovrebbero effettivamente pagare..
L'occupazione effettiva, un altro elemento messo in discussione
Defendamos Calpe si concentra anche sull'effettiva occupazione delle strutture ricettive turistiche. Il documento sottolinea che la semplice identificazione di una struttura come alloggio turistico non implica necessariamente che sia occupata.
Pertanto, il gruppo sostiene che la produzione di rifiuti potrebbe essere completamente diversa da quella attribuita nel bilancio. Questa questione è legata a un'altra critica: la mancanza di indicatori turistici specifici che consentirebbero di correlare le strutture ricettive registrate, il tasso di occupazione effettivo, il ricambio degli ospiti, la produzione di rifiuti e i costi dei servizi.
"Violazione dei principi di motivazione, trasparenza e proporzionalità"
La terza accusa sostiene che il file viola i principi di motivazione, trasparenza e proporzionalitàDefendamos Calpe afferma che la giurisprudenza richiede che "le relazioni economiche e finanziarie che accompagnano le ordinanze fiscali consentano una conoscenza sufficiente del processo seguito per la determinazione delle tariffe e del nesso tra i costi del servizio e gli importi richiesti ai contribuenti".
In questo caso, il gruppo ritiene che né l'aumento generale del 5% applicabile alle imprese, né la tariffa di 40 euro per posto letto turistico siano supportati da calcoli, stime o criteri tecnici adeguatamente spiegati. Il gruppo sostiene che tale carenza "impedisce la verifica della ragionevolezza e della proporzionalità delle tariffe approvate e costituisce un vizio sostanziale nel bilancio".
Critiche all'uso delle calze a zone
Un altro punto importante del documento critica il metodo utilizzato per calcolare la tassa sugli immobili residenziali. Defendamos Calpe sottolinea che il costo stimato attribuito a tali immobili si basa sul valore catastale medio al metro quadro e sul numero di residenti registrati in una specifica area del comune. A loro avviso, l'approccio più equo sarebbe "attribuire tale imposta al valore catastale e al numero di residenti registrati negli stessi immobili, come avviene per la VUT (Imposta di Soggiorno Variabile). Anche la disparità di criteri non è giustificata".
Il gruppo presenta diversi esempi per evidenziare quella che considera un'incoerenza nel metodo. In uno di questi, confronta un'abitazione con un solo residente registrato e un'altra con otto residenti registrati. Se il numero medio di residenti nella zona fosse tre, entrambe le abitazioni pagherebbero come se vi abitassero tre persone. Defendamos Calpe sostiene che ciò penalizzerebbe il singolo residente e avvantaggerebbe l'immobile con più residenti.
Una proposta alternativa: livelli basati sul valore e sui residenti registrati
Il documento propone, in alternativa, di individualizzare l'imposta per ogni singolo immobile. Qualora ciò non fosse possibile, suggerisce di studiare un sistema a scaglioni, basato sia sul valore dell'immobile che sul numero di residenti registrati, con l'obiettivo di allineare maggiormente l'aliquota fiscale alla realtà di ciascun contribuente.
Defendamos Calpe include una proposta puramente indicativa, senza dati precisi, basata su tre fasce di valore immobiliare e tre fasce di registrazione. Per il valore catastale, propone, a titolo di esempio, 30 euro per immobili inferiori a 100.000 euro, 50 euro per immobili compresi tra 100.001 e 250.000 euro e 100 euro per immobili superiori a 250.001 euro.
In base al numero di residenti registrati, si suggeriscono 40 euro per le abitazioni con due o meno persone, 60 euro per le abitazioni con un numero di residenti registrati compreso tra tre e cinque e 100 euro per le abitazioni con sei o più persone.
Il documento stesso chiarisce che questa proposta non si basa su dati concreti, ma mira piuttosto a orientare la direzione metodologica che, a parere del gruppo, dovrebbe seguire il calcolo del tasso.
La produzione di rifiuti come criterio principale
Defendamos Calpe insiste sul fatto che il criterio che dovrebbe prevalere in prima istanza è quello di generazione residuaIn altre parole, chi produce più rifiuti dovrebbe pagare di più.
Fino a quando tale questione non potrà essere risolta con una metodologia che il gruppo ritenga veramente equa, si propone di utilizzare metodi più in linea con i principi iniziali del regolamento e con i criteri di capacità economica e numero di residenti registrati che il dossier stesso prende come riferimento per gli alloggi residenziali.
"Mancanza di giustificazione" nella distribuzione dei costi del servizio
La quarta accusa sostiene che la relazione economico-finanziaria "individua il costo complessivo del servizio, ma non giustifica adeguatamente i criteri utilizzati per ripartire tale costo tra le diverse categorie di contribuenti".
Defendamos Calpe riassume due obiezioni principali: da un lato, che "viene stabilito un aumento del 5% per le attività economiche rispetto alle tariffe preesistenti senza che sia stato incluso alcuno studio, calcolo, stima o motivazione che spieghi la scelta di tale percentuale"; dall'altro, che "viene stabilito un supplemento di 40 euro per ogni luogo turistico senza che il dossier contenga alcuna analisi della produzione di rifiuti, stima dei costi associati a ciascun luogo turistico o qualsiasi altra metodologia che consenta di verificare l'origine di tale importo".
Il gruppo sostiene che la relazione non spiega perché l'aumento debba essere esattamente del 5%, né perché il costo attribuibile a ciascuna località turistica ammonti a 40 euro all'anno.






