I funzionari del settore dell'istruzione consentiranno una riduzione dell'orario scolastico a causa delle alte temperature, mentre i sindacati chiedono un vero e proprio piano di climatizzazione.
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I funzionari del settore dell'istruzione consentiranno una riduzione dell'orario scolastico a causa delle alte temperature, mentre i sindacati chiedono un vero e proprio piano di climatizzazione.

Il Ministero della Educazione Sono state pubblicate nuove direttive per le scuole valenciane su come affrontare le alte temperature, una questione che rientra proprio tra le rivendicazioni che mantengono in corso lo sciopero a tempo indeterminato degli insegnanti nella Comunità Valenciana.

Il documentoIl documento, firmato dal segretario regionale all'Istruzione, Daniel McEvoy, riconosce espressamente che l'esposizione al calore può rappresentare un rischio per la salute di studenti, insegnanti e altri lavoratori degli istituti scolastici, soprattutto durante le ondate di calore e nei mesi compresi tra giugno e settembre.

La pubblicazione di queste istruzioni giunge in un momento particolarmente delicato, in cui sindacati e istituzioni educative continuano a denunciare la mancanza di investimenti strutturali per adeguare le scuole alle temperature sempre più estreme, sia in estate che durante i periodi di freddo intenso in inverno.

Giornata scolastica continua nelle scuole secondarie, negli istituti di maturità e nella formazione professionale a causa delle alte temperature

La misura più rilevante nel documento è la possibilità che i centri che forniscono istruzione secondaria obbligatoria, Baccalaureato e Formazione I professionisti possono riorganizzare la giornata scolastica tra giugno e settembre per concentrare l'attività didattica tra le 8:00 e le 13:00.

Il Ministero giustifica questa decisione ricordando che le scuole dell'infanzia e primarie hanno storicamente avuto orari ridotti durante quei mesi, mentre le scuole secondarie hanno perso questa possibilità a seguito delle modifiche normative introdotte nel 2022. Ora, il Ministero dell'Istruzione sta reintroducendo questa flessibilità come strumento per evitare di esporre gli studenti alle ore più calde della giornata.

Inoltre, per i gruppi pomeridiani, l'inizio delle lezioni sarà posticipato di un'ora, mantenendo l'orario di fine consueto. Tuttavia, tale misura è subordinata al rispetto dei servizi complementari quali la mensa scolastica o il trasporto, e non può comportare costi aggiuntivi per l'amministrazione.

Quali misure dovrebbero adottare i centri?

Le istruzioni richiedono ai team di gestione di attuare una serie di misure preventive contro il caldo. Queste includono il controllo delle temperature degli ambienti, l'individuazione delle zone più fresche del centro, la ventilazione durante le ore meno calde della giornata e l'utilizzo di tende, tende da sole o altri dispositivi di protezione solare.

Si raccomanda inoltre di evitare mostre Si raccomanda di prolungare l'esposizione al sole durante la ricreazione, di ridurre l'attività fisica intensa nelle ore più calde e di garantire un'idratazione frequente agli studenti. Il documento suggerisce persino di adattare i menù scolastici aumentando il consumo di alimenti freschi e prestando particolare attenzione alla corretta conservazione degli stessi.

Nei casi più estremi, qualora le temperature superino i livelli raccomandati e non vi siano spazi alternativi all'interno del centro, la direzione può segnalare la situazione alla Protezione Civile, l'autorità competente a valutare la sospensione dell'attività didattica.

STEPV: "È positivo che il problema venga riconosciuto, ma questo non risolve la situazione."

STEPV ha accolto con favore il fatto che, per la prima volta, il Ministero abbia formalmente riconosciuto la necessità di adottare misure specifiche per affrontare le alte temperature e che ciò consenta orari più flessibili nell'istruzione secondaria, nel liceo e nella formazione professionale.

Tuttavia, il sindacato ritiene che le istruzioni siano ancora chiaramente insufficienti per affrontare il problema reale che migliaia di insegnanti e studenti si trovano ad affrontare ogni anno.

Secondo il sindacato, il documento non stabilisce un protocollo d'azione chiaro per le situazioni di stress da calore, non specifica interventi strutturali per la climatizzazione dei centri scolastici, né prevede sistemi di registrazione della temperatura o meccanismi per valutare gli effetti del calore sulla salute di studenti e lavoratori.

STEPV sostiene che il problema principale continua ad essere la mancanza di investimenti in ombreggiatura, ventilazione e condizionamento dell'aria nei centri pubblici valenciani e pertanto mantiene la sua richiesta di un Piano globale di adattamento climatico per l'intera rete scolastica valenciana.

L'aria condizionata, una delle principali rivendicazioni dello sciopero a tempo indeterminato

La questione del comfort termico è diventata un punto ricorrente nei negoziati tra il Ministero regionale dell'Istruzione e i sindacati che hanno indetto lo sciopero. Infatti, nelle varie proposte scambiate nelle ultime settimane, il Ministero ha incluso la creazione di un Piano di comfort termico nell'ambito del futuro Piano generale per le infrastrutture scolastiche. Tuttavia, i sindacati hanno ritenuto che i finanziamenti annunciati fossero ancora insufficienti e che mancasse un calendario di attuazione concreto.

Le critiche del sindacato giungono inoltre in un contesto in cui numerosi istituti scolastici valenciani continuano a registrare temperature elevate nelle aule durante gli ultimi mesi dell'anno scolastico, una situazione che, secondo i rappresentanti degli insegnanti, incide direttamente sul rendimento scolastico e sulle condizioni di lavoro.

CCOO prosegue la sua campagna per misurare la temperatura nelle aule scolastiche.

Da parte sua, il sindacato CCOO continua a sviluppare una campagna specifica per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema delle temperature estreme nelle scuole valenciane. L'iniziativa incoraggia gli insegnanti a registrare e segnalare le temperature raggiunte nelle loro aule, con l'obiettivo di raccogliere prove di un problema che il sindacato considera diffuso in molte scuole pubbliche.

L'organizzazione sottolinea che l'adattamento climatico degli edifici scolastici non può limitarsi a misure organizzative o modifiche degli orari, ma richiede investimenti continui che garantiscano condizioni adeguate durante tutto l'anno.

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