Un avvocato e i suoi quattro figli saranno processati la prossima settimana presso il Tribunale provinciale di Alicante come autori e complici, rispettivamente, di un crimine di appropriazione indebita presumibilmente commesso ai danni di una donna affetta da deficit cognitivo.
Secondo l'atto d'accusa del Pubblico Ministero, i fatti si sono verificati il 22 marzo 2017, quando l'imputato principale, che ha gestito i beni della vittimaAndò con lei in una banca a Benissa.
Durante quella visita alla filiale, la donna fece quattro bonifici bancari da 20.000 euro ciascuno, che rappresenta un totale di euro 80.000Il denaro è stato depositato sui conti bancari di ciascuno dei figli dell'avvocato e la descrizione è apparsa in tutte le transazioni. "Bonus di Natale", come specificato nell'atto di accusa.
L'accusa sostiene che la donna aveva ridotta capacità di controllo economia e che non era nemmeno in condizione di dare un consenso valido per prendere provvedimenti nei confronti di tale entità in merito ai suoi beni.
La Procura ritiene che l'avvocato, approfittando della sua posizione di amministratore, e i suoi figli, in quanto diretti beneficiari dei trasferimenti, abbiano partecipato alla presunta appropriazione indebita. Per tali fatti, l'accusa chiede Due anni di carcere per l'avvocato, al quale attribuisce la paternità del crimine.
Richiede inoltre un anno di prigione per ciascuno dei suoi quattro figli, ritenuti collaboratori necessari nell'esecuzione delle operazioni bancarie oggetto dell'indagine.






